Manipolazione viscerale, gli effetti positivi sull’ernia iatale

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La manipolazione viscerale terapeutica per l’ernia iatale

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I soggetti affetti da patologie anche molto invalidanti, come l’ernia iatale, possono affidarsi alla cosiddetta manipolazione viscerale, partendo dal presupposto che ogni essere vivente ed elemento dell’universo intero tende al movimento, non può esserne esente per alcun motivo! La manipolazione viscerale può alleviare molto i disturbi collegati all’ernia iatale, del resto l’apparato che essa colpisce, quello gastrointestinale, è caratterizzato da un insieme di movimenti essenziali per il corretto funzionamento dell’organismo: quello della peristalsi, fondamentale nel processo di nutrizione, digestione ed assimilazione dei nutrienti. Nei casi peggiori, quando si ha una ridotta
mobilità viscerale proprio a causa dell’ernia iatale, tale immobilità si fa subito virale, trasmettendosi a tutti i distretti collegati all’apparato gastrointestinale creando pesanti tensioni anche di tipo osseo e muscolare (ad esempio a carico del rachide o di tutta la struttura muscolare e tissutale che sostiene le componenti viscerali.

Caratteristiche della manipolazione viscerale

La manipolazione viscerale mette insieme varie tipologie di manovre manuali non dolorose, effettuate precisamente sugli organi e i visceri addominali interessati e colpiti da ernia iatale. La manipolazione viscerale, se eseguita con costanza dal paziente e con professionalità dal personale medico interessato, permette di ripristinare il corretto ed efficace funzionamento del sistema digestivo. Come già spiegato in passato, l’esofago è quel condotto organico che entra in collegamento con lo stomaco appena sotto il diaframma, dopo esser passato attraverso quest’ultimo mediante l’orifizio esofago-diaframmatico. In tale pertugio, è sita una valvola che evita la fuoriuscita del cibo dallo stomaco: va a generarsi ernia iatale nel momento in cui una porzione (anche minima) di stomaco fuoriesce sviluppando una disfunzione della suddetta valvola e, di conseguenza, reflusso acido a causa della situazione d’incontinenza. Di solito l’ernia iatale può essere alleviata dal trattamento farmacologico, anche se non risolutivo; mentre l’intervento chirurgico può essere benissimo evitato sostituendolo con la manipolazione viscerale: eseguita proprio sullo stomaco, non è dolorosa ma va ripetuta diverse volte, con l’obiettivo di far rientrare la
parte di stomaco fuoriuscita. Tale manipolazione viscerale, unita anche ad un’alimentazione accorta e mirata al problema dell’ernia iatale, risolve la maggior parte dei casi in cui essa si presenta. Questo soprattutto perchè l’abilità di tale pratica e di chi la applica, sta nell’individuare la zona di fissazione primaria sfruttando tecniche manipolative specifiche atte ad indurre la parte colpita da ernia iatale a generare una risposta autocorrettiva della disfunzione. Ovviamente nella sua particolarità, la manipolazione viscerale è una tecnica totalmente individuale e dipendente dalle caratteristiche personali di ogni soggetto: essa infatti considera la persona nella sua globalità, evitando di limitarsi solo al punto particolare in cui si sente dolore o fastidio; solo dopo essere partita dalla totalità della struttura corporea, la manipolazione viscerale va a disegnare i contorni della zona interessata alle problematiche in questione.

I contenuti presenti su questo articolo hanno carattere informativo e non si sostituiscono in nessun modo a valutazioni di medici, dietisti o nutrizionisti specializzati o a terapie in atto. Ricordate sempre prima di assumere medicinali o prodotti di consultare un medico e di leggere sempre il foglio illustrativo. Nel rispetto del Codice di Condotta prescritto dal D.L. 70 del 9/4/2003, le informazioni inserite in questo articolo devono considerarsi di tipo culturale ed informativo.

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